L'acne è una malattia infiammatoria cronica dell'unità pilo-sebacea, cioè del follicolo del pelo e della ghiandola che produce il sebo. Colpisce soprattutto viso, schiena e torace, le zone più ricche di ghiandole sebacee.
Le lesioni tipiche sono i comedoni aperti (punti neri) e chiusi (punti bianchi), le papule e le pustole; nelle forme più importanti compaiono noduli e cisti profondi e dolenti, che possono lasciare macchie e cicatrici.
Non è un problema di igiene né soltanto "estetico": può pesare molto sull'autostima e sulla vita sociale, e per questo merita una cura adeguata, seguita dal medico o dal dermatologo.
Gli ormoni androgeni stimolano le ghiandole sebacee: per questo l'acne compare con la pubertà e può peggiorare in alcune fasi del ciclo.
Le cellule che rivestono il follicolo si accumulano e lo chiudono: si forma il comedone, il punto di partenza di tutte le altre lesioni.
Un batterio normalmente presente sulla pelle, Cutibacterium acnes, prolifera nel follicolo chiuso e innesca l'infiammazione di papule e pustole.
Familiarità, cosmetici troppo grassi, alcuni farmaci, squilibri ormonali come l'ovaio policistico e la manipolazione delle lesioni possono peggiorarla.
L'acne si presenta con lesioni diverse, spesso contemporaneamente. La loro prevalenza definisce la gravità e orienta la terapia:
Febbre, dolori articolari e lesioni che si ulcerano rapidamente sono segnali rari ma da valutare subito con il medico.
La diagnosi è clinica: il medico osserva il tipo e il numero delle lesioni e valuta la gravità per scegliere la cura.
Il dermatologo esamina viso, schiena e torace, classifica le lesioni e valuta la presenza di cicatrici e macchie.
Età di comparsa, familiarità, ciclo mestruale, farmaci e cosmetici usati, terapie già provate e risultati ottenuti.
Esami ormonali nel sospetto di squilibri endocrini; esami del sangue di controllo prima e durante alcune terapie per bocca.
La terapia si sceglie in base alla gravità e va seguita con costanza: i primi risultati si vedono di solito dopo alcune settimane.
Retinoidi topici, perossido di benzoile, acido azelaico e, per periodi limitati e in associazione, antibiotici locali, secondo prescrizione.
Nelle forme moderate e gravi il dermatologo può prescrivere antibiotici per cicli limitati, terapie ormonali nelle donne o isotretinoina, con controlli specifici.
È molto efficace nelle forme gravi ma richiede prescrizione specialistica, esami periodici e, nelle donne, un programma di prevenzione della gravidanza.
I trattamenti estetici affiancano la terapia, non la sostituiscono. Quelli medici vanno eseguiti da un medico; l'estetista si occupa della cura estetica della pelle.
Peeling superficiali con acido salicilico o glicolico aiutano comedoni e macchie. I peeling medi e profondi sono atti medici, eseguiti dal dermatologo.
Laser frazionati, radiofrequenza e altre tecnologie medicali possono migliorare le cicatrici a malattia spenta; vanno eseguiti da un medico esperto.
L'estetista può eseguire una pulizia del viso delicata sui comedoni, senza spremere lesioni infiammate e d'accordo con la terapia in corso.
Alcuni studi suggeriscono un ruolo dei cibi ad alto indice glicemico e, in parte, dei latticini, ma non esiste una dieta che curi l'acne. Un'alimentazione equilibrata è comunque utile; eventuali restrizioni vanno discusse con il medico.
All'inizio può sembrare migliorarla, ma spesso dopo l'estate si ha un peggioramento e il sole favorisce le macchie. Molte terapie rendono inoltre la pelle più sensibile: è meglio una protezione solare adatta alla pelle acneica.
Il primo riferimento è il medico di medicina generale, che può impostare le cure delle forme lievi o prescrivere la visita dermatologica nel SSN, prenotabile tramite CUP con il ticket dove previsto. Il dermatologo si può consultare anche in libera professione. L'estetista può affiancare il percorso solo con trattamenti di cura estetica non medici.
Scopri come funziona il peeling chimico, uno dei trattamenti più usati per migliorare la superficie della pelle dopo l'acne.