La vitiligine è una malattia in cui i melanociti, le cellule che producono la melanina, vengono distrutti o smettono di funzionare. Ne risultano macchie bianche ben delimitate, di forma e dimensioni variabili.
Nella forma non segmentale, la più frequente, le macchie sono spesso simmetriche e interessano viso, mani, piedi, gomiti, ginocchia e zona genitale. Nella forma segmentale sono limitate a un'area di un solo lato del corpo e tendono a stabilizzarsi prima.
Ha un'origine autoimmune e può associarsi ad altre malattie autoimmuni, in particolare della tiroide. Non è contagiosa e non dà dolore, ma le macchie si scottano facilmente al sole.
Il sistema immunitario attacca i melanociti: è il meccanismo principale e il bersaglio delle terapie più recenti.
È più frequente in chi ha familiari con vitiligine o altre malattie autoimmuni.
Sfregamenti, ferite, scottature e pressioni ripetute possono far comparire nuove macchie nelle zone colpite (fenomeno di Koebner).
Periodi di forte stress e alcune sostanze chimiche sono indicati come possibili fattori scatenanti in persone predisposte.
I segni da osservare:
Un'estensione rapida è il momento in cui le terapie possono essere più utili: non aspettare.
La diagnosi è clinica, spesso aiutata dalla lampada di Wood che evidenzia anche le aree meno visibili.
La luce ultravioletta della lampada rende più evidenti le macchie e aiuta a valutarne estensione e attività.
Si distingue da pitiriasi versicolor, pitiriasi alba, ipopigmentazioni dopo infiammazioni e altre macchie chiare.
Controllo della funzione tiroidea e, se indicato, di altri marcatori di autoimmunità.
Gli obiettivi sono fermare l'estensione e favorire il ritorno del colore; i risultati richiedono tempo e variano da persona a persona.
Corticosteroidi topici, inibitori della calcineurina e, più di recente, creme con inibitori delle JAK approvate per alcune forme, su prescrizione specialistica.
Raggi UVB a banda stretta, su tutto il corpo o mirati con laser e lampade a eccimeri, in centri dermatologici.
Nelle macchie stabili da tempo, in centri specializzati, si possono valutare trapianti di cellule o di piccoli lembi di pelle pigmentata.
Coprire le macchie è una scelta personale: esistono soluzioni efficaci e sicure.
Fondotinta coprenti e resistenti all'acqua e autoabbronzanti possono uniformare il colorito; un'estetista o un truccatore esperto insegna come applicarli.
Filtri ad alta protezione sulle macchie, che non hanno difese dal sole, e per limitare il contrasto con la pelle abbronzata intorno.
Il laser a eccimeri è un trattamento medico mirato; i trattamenti estetici non medici non sono indicati per ripigmentare la pelle.
No. Non si trasmette con il contatto né in alcun altro modo.
Sì, in molti casi le terapie favoriscono una ripigmentazione, più spesso sul viso e meno su mani e piedi. I risultati sono variabili e richiedono pazienza.
Il medico di medicina generale prescrive la visita dermatologica nel SSN, da prenotare tramite CUP con il ticket dove previsto; il dermatologo si può consultare anche in libera professione e indirizza ai centri per la fototerapia. L'estetista può aiutare con il camouflage cosmetico, non con la terapia.
Scopri come funzionano i laser dermatologici e quali trattamenti medici si usano anche nelle malattie del pigmento.