La dermatite seborroica è un'infiammazione cronica e ricorrente della pelle che colpisce le aree con più ghiandole sebacee: cuoio capelluto, sopracciglia, pieghe ai lati del naso, dietro le orecchie e centro del torace.
Si manifesta con arrossamento e squame giallastre e untuose, spesso con prurito. La forma più lieve, limitata al cuoio capelluto, è la comune forfora. Nei neonati si presenta come "crosta lattea", di solito transitoria.
Non è dovuta a scarsa igiene né è contagiosa. Tende a peggiorare in inverno, con lo stress e la stanchezza.
I lieviti del genere Malassezia, normalmente presenti sulla pelle, scatenano in alcune persone una reazione infiammatoria.
Le zone più grasse offrono l'ambiente adatto ai lieviti: per questo la malattia ne segue la distribuzione.
Stress, mancanza di sonno, freddo e clima secco, sudorazione e detergenti aggressivi favoriscono le riacutizzazioni.
È più frequente e più estesa in alcune malattie neurologiche, come il Parkinson, e in caso di difese immunitarie ridotte.
I segni tipici, che compaiono spesso insieme:
Una forma estesa e improvvisa merita sempre una valutazione medica, perché può essere il segnale di altre condizioni da indagare.
La diagnosi è clinica, basata sull'aspetto delle lesioni e sulle zone colpite.
Il medico osserva la distribuzione delle chiazze e il tipo di squame, a volte con la dermatoscopia.
Va distinta da psoriasi del cuoio capelluto, rosacea, dermatite da contatto e infezioni fungine.
Raramente necessari: esame micologico o biopsia nei casi dubbi, ed esami generali nelle forme estese e improvvise.
Le terapie riducono lieviti e infiammazione; dopo la fase acuta si prosegue con un mantenimento per limitare le ricadute.
Shampoo con antimicotici o con sostanze cheratolitiche, da alternare secondo le indicazioni del medico.
Per viso e corpo, spesso efficaci da sole; si possono ripetere periodicamente come prevenzione.
Brevi cicli di corticosteroidi locali o inibitori della calcineurina nelle fasi più infiammate, su prescrizione.
Una routine adatta aiuta molto a ridurre squame e rossore, insieme alla terapia.
L'estetista può consigliare prodotti delicati e non occlusivi e trattamenti riequilibranti, senza sostituire le terapie prescritte.
Meglio creme fluide e trucco leggero; oli e prodotti molto ricchi possono favorire i lieviti.
Eventuali capillari visibili residui possono essere valutati dal dermatologo per trattamenti medici con laser.
Di per sé non causa una calvizie permanente. Un grattamento intenso e l'infiammazione possono però rendere i capelli più fragili finché la dermatite non è controllata.
È una condizione ricorrente: le terapie la tengono sotto controllo, ma i disturbi possono ripresentarsi. Un mantenimento regolare riduce le ricadute.
Il medico di medicina generale o il pediatra possono impostare la cura e, se serve, prescrivere la visita dermatologica nel SSN, da prenotare tramite CUP con il ticket dove previsto; il dermatologo si può consultare anche in libera professione. L'estetista può consigliare la cura cosmetica quotidiana, non la terapia.
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